Negli ultimi giorni, Instagram e Threads, le due piattaforme social di Meta, sono finite al centro di un acceso dibattito. Migliaia di utenti hanno segnalato la rimozione ingiustificata di post e la sospensione dei loro account.
Un problema che sembra avere origine dal sistema di moderazione automatico, ora sotto accusa per il suo funzionamento fallace.
Adam Mosseri, a capo di entrambe le piattaforme, ha confermato che Meta è al lavoro per risolvere il problema, ma intanto i disagi per gli utenti continuano.
Il cuore della questione risiede nel modo in cui il sistema di moderazione automatico analizza i contenuti. Apparentemente, il software sta flaggando e rimuovendo post innocui, considerandoli in violazione delle linee guida di Instagram e Threads.
Questo ha portato all’eliminazione di numerosi contenuti, e in alcuni casi, al ban ingiustificato degli account che li hanno pubblicati. Si tratta con tutta probabilità di un errore tecnico che però sta creando un’ondata di malcontento tra gli utenti.
Un esempio emblematico è quello di Jorge Caballero, il quale ha visto il suo post politico, del tutto innocuo, essere etichettato con un fact checking non richiesto dal sistema automatico di Meta.
Caballero non è il solo: come riportato anche da fonti come hdblog.it, molti utenti lamentano la riduzione della visibilità dei propri post, anche quando si tratta semplicemente di aggiornamenti sugli uragani o altre questioni di pubblica utilità.
In particolare, molti post legati all’uragano Milton, che sta attualmente colpendo la Florida, sono stati rimossi o nascosti. La situazione ha assunto connotazioni grottesche quando i post contenenti la parola “cracker” sono stati eliminati.
Se da un lato “cracker” è il nome di uno snack popolare, negli Stati Uniti il termine ha anche connotazioni offensive, simile a “redneck“.
Tuttavia, molti utenti hanno usato la parola nel suo contesto culinario, senza alcuna intenzione negativa. Il problema ha dato origine a un fenomeno virale su Threads, soprannominato “crackergate“, che sta generando ironie ma anche frustrazioni tra gli utenti.
Adam Mosseri ha dichiarato che l’azienda è consapevole del problema e che i team tecnici stanno lavorando duramente per ripristinare la normalità, ma il danno all’esperienza utente è già evidente. Molti si chiedono quanto tempo ci vorrà per vedere una moderazione più efficace e meno intrusiva, capace di distinguere tra reale violazione e contenuti legittimi.
Nel frattempo, il malumore cresce, e i social di Meta rischiano di alienare una parte della propria utenza. Resta da vedere se la risposta di Mosseri e dei suoi team sarà rapida ed efficace, evitando che questo nuovo “crackergate” possa trasformarsi in un boomerang per la reputazione dell’azienda.