Il gruppo francese Vivendi ha annunciato di aver ridotto ulteriormente la propria partecipazione in TIM, scendendo sotto la soglia del 20% delle azioni ordinarie e dei diritti di voto. La comunicazione è stata formalizzata con una notifica alla Consob, l’autorità italiana dei mercati finanziari, come previsto dalla normativa vigente.
Secondo quanto dichiarato dalla società, il 18 marzo 2025 Vivendi deteneva il 19,32% delle azioni ordinarie e dei diritti di voto di TIM, pari al 13,87% del capitale sociale complessivo.
Nei giorni successivi, ulteriori operazioni di vendita sul mercato hanno portato la partecipazione del gruppo francese al 18,37% delle azioni ordinarie e al 13,19% del capitale sociale.
Il disimpegno da parte di Vivendi si inserisce in un contesto di progressiva riduzione dell’esposizione in TIM. Già a partire dal 31 dicembre 2022, il gruppo aveva cessato di contabilizzare la propria partecipazione secondo il metodo del patrimonio netto, segnalando pubblicamente in più occasioni l’intenzione di dismettere le proprie quote in condizioni finanziarie favorevoli.
La decisione di ridurre la propria presenza nel capitale dell’ex monopolista italiano delle telecomunicazioni arriva a distanza di alcuni mesi dalla finalizzazione della cessione della rete fissa di TIM (FiberCop) a un consorzio guidato dal fondo statunitense KKR, un’operazione da tempo al centro del dibattito industriale e istituzionale. Vivendi si era apertamente opposta a tale cessione e ha intrapreso un contenzioso legale, ancora in corso, per contestare la legittimità della procedura.
Nel frattempo, il quadro azionario di TIM sta registrando nuovi equilibri.
Il gruppo di Poste Italiane è recentemente diventata il secondo maggiore azionista, acquisendo una quota del 9,8% tramite Cassa Depositi e Prestiti. Secondo alcune indiscrezioni riportate da fonti internazionali, l’azienda starebbe valutando la possibilità di rafforzare ulteriormente la propria presenza nell’azionariato.
Vivendi era entrata nel capitale di TIM nel 2015, diventandone il principale azionista di riferimento e assumendo un ruolo attivo nella governance dell’azienda, in particolare negli anni successivi.
La progressiva riduzione della partecipazione segna un cambio di passo nella strategia del gruppo francese, che oggi appare sempre più orientato al disimpegno dal settore delle telecomunicazioni in Italia.
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